Un tocco di luce!!!

Tutte noi prima o poi decidiamo di dare un taglio o semplicemente ravvivare il nostro colore naturale di capelli, per renderli ancora più belli e lucenti.
Le tecniche di colorazione aumentano di anno in anno e negli ultimi tempi abbiamo visto un susseguirsi di tecniche di colorazione quali bronde, shatush, balayage e splashligh…
Oggi vi voglio parlare di una tecnica di colorazione alla quale mi sono sottoposta.
Avete mai sentito parlare della tecnica del degradè?
Si tratta semplicemente di una tecnica di schiaritura che vi permette di ottenere dei riflessi raffinati e naturali sulle vostre chiome.
Ovviamente per risultare perfetta dovrà essere eseguita con maestria da un parrucchiere esperto che saprà come sottolineare il vostro taglio di capelli con il colore. Dunque se la tonalità piatta dei vostri capelli vi ha stufate, è il momento di pensare ad un modo semplice per ravvivarla senza rovinare le chiome.
Da non confondere con lo shatush, che è un trattamento che può schiarire il vostro colore naturale da uno a tre toni e necessita di vari ritocchi, il degradè si differenzia anche dal balayage per il fatto di essere una colorazione che si effettua in verticale.

FacebookTwitter

Romanticismo 2.0

L’amore del bambino che c’è in te!!! Questa scultura si chiama “Amore”, Creata da Alexandr Milov, è un vero e proprio inno all’amore che è dentro di noi ma che spesso rimane intrappolato e inespresso. Un uomo e una donna in conflitto si voltano le spalle, ma il loro bambino interiore vuole soltanto avvicinarsi all’altro e amare. L’uomo e la donna rappresentati come chiusi in se stessi attraverso la simbologia della grata sono in netta contrapposizione alla figura dei due bambini. Infatti, i due bambini tendono le mani per ritrovarsi e ricongiungersi, cercando di far riemergere l’amore che è nei loro cuori.
Troppo spesso mi capita  di vedere persone che rinunciano a qualcosa di bello, come un nuovo sentimento per paura di soffrire. Io per prima ci sono passata poi ho deciso di rischiare, e vi posso garantire che lasciarsi andare è un attimo, e in quell’attimo ti ci puoi perdere per sempre ed essere felice.

FacebookTwitter

TRA SOGNO, MITO E REALTA’ DI QUEL POSTO CHIAMATO FARO. . .

C’era una volta un luogo lontano, difficile da raggiungere ma dove tutto era magia. Ci si perdeva guardando l’orizzonte lontano o l’immenso del mare, o meglio ancora le infinite sfumature di colori che regala il sole al tramonto. In quel luogo c’era un silenzio che quasi diventava rumore, un silenzio lambito solo dalle onde del mare in tempesta o dal garrito dei gabbiani. In quel luogo anche la notte era magica, sì perché le stelle cadenti sembravano passarti accanto prima che la scia del desiderio si perdesse tra le onde del mare.
Un luogo abbandonato da tempo.
In quel luogo io ci sono stata e mi sono perdutamente innamorata.
Innamorata di quel posto tanto misterioso quanto sicuro, sicuro perché punto di rifermento ed anche a miglia di distanza ti aiuta a ritrovare la rotta.
Quel luogo che dall’alto della sua montagna, sospeso tra terra e cielo, impera ed illumina il Mar Tirreno.
Quel luogo conosciuto come il faro di Punta Imperatore.

Il faro dall'alto
Il faro dall’alto

“…e ben presto si scoprì che ogni faro aveva una sua storia, anzi, che ogni faro era una storia e che i fasci di luce che proiettava erano le storie stesse che si propagavano sulle onde, come segnali e come guide, per offrire conforto e mettere in guardia dal pericolo….” (Janette Winterson, Il custode del faro)
Si narra che in passato il faro fosse abitato da un guardiano conosciuto come “Francesco a’ lanterna”. E che vivesse lì in totale isolamento. Alla fine degli anni 30, proprio mentre effettuava una riparazione al faro, morì fulminato. In quel periodo l’isola era primitiva, priva di tecnologia e la notizia della morte del guardiano del faro giunse alla moglie la mattina dopo. Lucia Capuano, donna di trent’anni con sette figli. Corse al faro a piangere il corpo del marito. Ormai sola, povera e vedova negli anni della guerra, non si perse d’animo e chiese alle autorità di prendere l’incarico del marito. All’epoca anche la condizione della donna era molto diversa da quella di oggi, ma nonostante ciò Lucia Capuano, divenne guardiana del faro.
Questa storia che ha del bello ma con un velo di tristezza è diventata uno spettacolo teatrale ideato ed interpretato dall’attrice, Luciana de Falco, nipote di Lucia Capuano.

Panorama dal Faro
Panorama dal Faro

Nel mio piccolo, grazie all’evento Open Light House, ho avuto la possibilità di andare oltre il cancello (che segna il confine di limite invalicabile) e vivere per un giorno la mia piccola favola. Favola che non è circoscritta solo alla visita del faro, ma a tutto il percorso. Sì perché tutto il tragitto regala scorci mozzafiato. All’inizio il sentiero si presenta come zona residenziale che lascia poco spazio al panorama, ma pian piano che si sale c’è solo l’imbarazzo della scelta su dove far cadere l’occhio.
La montagna che accoglie il faro è sovrastata da scurissimi cespugli aggrappati allo strapiombo, e lungo la strada è possibile trovare cobezzoli che fanno da cornice allo strepitoso panorama del comune di forio.

Forio
Forio

Continuando a camminare, si scorgono oltre alla rigogliosa macchia mediterranea che accompagna chi ha voglia di arrivare fino alla fine tra case a picco sul mare, orti e vigneti cinti dalle caratteristiche “parracine“, i muri a secco con cui i contadini delimitavano i confini di ciascuna proprietà.

Sentiero che porta al faro
Sentiero che porta al faro

Arrivati sul faro lo spettacolo è maestoso, con una visione d’insieme di Forio e lo sfondo delle isole Pontine. A pochi metri dalla costa si scorge, pure lei maestosa e austera, la Pietra della Nave, lo scoglio che secondo la mitologia greca era la galea che Alcinoo, re dei Feaci, mise a disposizione di Ulisse ne l suo viaggio di ritorno verso Itaca.

La Pietra Nave
La Pietra Nave

E poi ci sono io che ancora oggi a distanza di un anno ho quel ricodo che continua a viaggiare nella testa e mi perdo tra sogno, mito e realtà di quel posto magico.

faro1

 

 

FacebookTwitter