muffin gigante

muffin gigante

Un muffin gigante per affrontare il traumedì. Il traumedì è difficile riprendere, svegliarsi presto e capire come affrontare al meglio non solo la giornata ma l’intera settimana. Questo traumedì (il lunedì per me) è di “rodaggio”, e per rendere il tutto più piacevole ieri pomeriggio ho giocato d’anticipo ed ho preparato un muffin gigante per la colazione di oggi.
La ricetta è semplicissima, il procedimento ancor di più ed i tempi di preparazione davvero brevi. E’ un dolce “smart”, da fare quando si ha poco tempo. La riuscita al 99% è positiva per chiuque, e fa felici sia grandi che piccini.

muffin gigante1

Per il mio muffin gigante ho usato un pirottino da diametro di 10cm (misura della base).

Ingredienti:

3 uova intere

100gr. di zucchero di canna

220gr. di farina

125gr .di yogurt (gusto a scelta)

80gr. di olio vegetale

1 bustina pane angeli

zucchero a velo

Procedimento:

Il procedimento è molto semplice e potete spulciare tra i miei contenuti in evidenza su ig Bionditudine per vederlo nel caso non fosse chiaro.
In una ciotola capiente lavorate con uno sbattitore le uova e lo zucchero, successivamente, poco alla volta, aggiungete la farina. Quando l’impasto risulterà omogeneo, aggiungete lo yogurt, l’olio vegetale ed infine il lievito pane angeli continuando a lavorare l’impasto.
A questo punto, imburrate il pirottino, versateci dentro tutto l’impasto e mettetelo in forno (già caldo) con programma ventilato a 160° per 45minuti.
Prima di terminare la cottura assicuratevi sempre con uno stuzzicadenti che sia ben cotto anche all’interno.
Una volta sfornato lasciatelo riposare un po’, poi tiratelo fuori dal pirottino e decoratelo come più vi piace. Potete glassarlo con del cioccolato fondente o al latte, crema di pistacchio, zuccherini colorati, o come ho fatto io semplicemente spolverarlo con dello zucchero a velo. Et voilà!!!
Non mi resta che fare colazione e augurarvi un bellissimo Buongiorno.

C’era una volta la tradizione. . . E c’è ancora!!!

C’era una vola una bimba di cinque anni, e c’era un fantastico Nonno, il migliore Nonno che una bimba potesse mai avere e che stravedeva per lei.
Quell’ anno diversamente dagli altri anni il nonno decise che avrebbero trascorso la Pasqua sull’ isola d’Ischia.
La bimba non era proprio contentissima perché avrebbe voluto trascorrere quella ricorrenza con tutti i suoi cugini che sull’isola non sarebbero andati.  Allora il nonno pur di vedere la bimba felice fece in modo che quella diventasse la Pasqua più bella che la bimba potesse mai  trascorrere.
Il  Nonno sapeva che alla bimba piaceva passeggiare e ascoltare racconti e pensò di portarla in giro alla scoperta dell’isola, fermandosi di tanto in tanto a parlare con qualche vecchietto del posto chiedendo di raccontarle la storia dell’isola. Mentre passeggiavano la bimba si intrufolò in una casa che dava direttamente sulla strada, dentro c’era una vecchietta con le sue figlie tutte intente con i preparativi per la Pasqua.  La bimba incuriosita dagli odori che inondavano la casa, iniziò a fare mille domande su cosa stessero preparando e fu così che la bimba scoprì una delle più belle tradizioni dell’isola d’ Ischia, le uova rosse di Pasqua!!!
Come , come? . . . Fermi tutti!!!  Non ne avete mai sentito parlare?
Male molto male. . . E’ una tradizione meravigliosa, ha origini antichissime, ma non perdiamo altro tempo !!!
Vi racconto subito di cosa si tratta. . .
La tradizione delle uova rosse ha origini antichissime, pare che risalga alle origini greche di Ischia.
L’unica conferma la troviamo nel fatto che ancora oggi questa tradizione è diffusa a Patmos, isola greca del Dodecaneso, dove in occasione della Pasqua c’è l’usanza di tingere le uova di rosso e scambiarsele come dono.
L’uovo è sempre stato un simbolo che rappresentava la rinascita della vita, e con il cristianesimo questa simbologia si è spostata ai riti legati alla Pasqua. Come vi ho detto le uova sono rosse, questo perché il rosso simboleggia la passione di Cristo, il suo sangue.
Ogni anno, infatti, nel periodo  di Pasqua, sull’isola di Ischia i fruttivendoli espongono sui loro banconi mazzetti di radici per tingere le uova.

IMG_0416

Volete provarci anche voi?
Ecco tutto ciò che vi occorre:
-le radici di Robbia ( “Rubia Tinctorum”)  in dialetto chiamata “‘a rove” .
-le uova, io quest’anno le ho comprate bianche, ma potete usare anche quelle che si trovano solitamente al supermercato,
-foglioline di sedano, trifoglio o qualsiasi altra forma che vi piaccia,
-calze di nylon.
Per prima cosa, con un martello bisogna pestare le radici della robbia per far uscire il colore.
Poi preparate le uova posizionandoci sopra le foglioline, che avete scelto,  e bloccandole con la calza di nylon.
Successivamente, posizionate un primo strato di radici  nella pentola, seguito dalle uova e un altro strato di radici.
A questo punto, coprite con acqua fredda e  lasciatele in ammollo per una notte.
Il mattino dopo portate a ebollizione e spegnete, lasciando le uova nell’acqua ancora per un po’.

IMG_0418

Et voilà il gioco è fatto, e le uova potete anche mangiarle!!!

P.S.: Quest’anno ho rischiato di non rispettare la tradizione, se non fosse per il fatto che Leonilda un’amica Ischitana ha fatto l’inverosimile per  farmi recapitare questi mazzettini di radici con tanto di biglietto e pulcini nella busta.
E quindi questo post non posso che dedicarlo  a lei!!! Grazie infinite. . .