#VIAVisionInAirport

Lo scorso anno ho partecipato al #VIAVisionInAirport, un contest che ha permesso a molti di “viaggiare” in una forma diversa.
Attraverso le innumerevoli foto e parole, dei numerosi partecipanti, si potevano percepire emozioni e sensazioni di chi era in viaggio.
Il bello di #VIAVisionInAirport infatti è stato proprio il fatto di lasciare libera interpretazione, del viaggio, ad ogni singola persona che ne ha  intrapreso uno e ha condiviso le proprie sensazioni.
Due mesi fa, circa, dopo una lunga selezione è stata inaugurata la mostra #Naplesintheair  esposta nell’ aeroporto di Napoli, che ha visto protagoniste le foto dei viaggiatori che partivano appunto dall’ aeroporto di Napoli per le più svariate destinazioni.
Tra le foto selezionate per la mostra ce n’è anche una mia!!!

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Esperienza sensoriale con Treccellenze

Oggi voglio parlarvi di qualcosa che sa di buono.
Treccellenze nasce dall’idea di Ernesto Luciano e Antonio Marciano di proporre i prodotti tipici del settore agroalimentare del territorio campano, dando però ad ogni prodotto di questo brand un valore aggiunto.
Il motto di Treccellenze  infatti è : “fate ogni cosa con cura e precisione , solo chi sa apprezzare i dettagli, riesce a fare la differenza”.
I prodotti Treccellenze sono curati nei minimi dettagli dal packaging al nome, tutto volto alla valorizzazione del territorio e tutela della biodiversità, rispetto della natura , dell’artigianalità e delle più antiche tradizioni produttive con selezione dei prodotti.


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Tra i prodotti,  di questo brand troviamo il Piennolio, un sugo pronto realizzato dal connubbio perfetto tra la particolare e pregiata varietà di pomodoro del “piennolo”, coltivata alle pendici del Vesuvio sul livello del mare, e l’olio extra vergine di oliva Dop, ottenuto dalla spremitura delle olive del Cilento.

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Poi ritroviamo il Ficoperto, un dolce che riprende l’antica tradizione partenopea. Il Ficoperto nasce dall’unione del fico bianco del cilento e un avvolgente strato di cioccolato fondente e si sposa perfettamente con Geppetto il finocchietto, un  liquore dal particolare sapore al finocchietto selvatico fresco.
Infine i “Pastorelli”, fragranti biscotti realizzati con farina di grano tenero Carosella, farciti con fichi bianchi del cilento che trovano la massima espressione in un’immersione nel vino.
Insomma Treccellenze è un’esperienza sensoriale che vale la pena condividere.

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C’era una volta la tradizione. . . E c’è ancora!!!

C’era una vola una bimba di cinque anni, e c’era un fantastico Nonno, il migliore Nonno che una bimba potesse mai avere e che stravedeva per lei.
Quell’ anno diversamente dagli altri anni il nonno decise che avrebbero trascorso la Pasqua sull’ isola d’Ischia.
La bimba non era proprio contentissima perché avrebbe voluto trascorrere quella ricorrenza con tutti i suoi cugini che sull’isola non sarebbero andati.  Allora il nonno pur di vedere la bimba felice fece in modo che quella diventasse la Pasqua più bella che la bimba potesse mai  trascorrere.
Il  Nonno sapeva che alla bimba piaceva passeggiare e ascoltare racconti e pensò di portarla in giro alla scoperta dell’isola, fermandosi di tanto in tanto a parlare con qualche vecchietto del posto chiedendo di raccontarle la storia dell’isola. Mentre passeggiavano la bimba si intrufolò in una casa che dava direttamente sulla strada, dentro c’era una vecchietta con le sue figlie tutte intente con i preparativi per la Pasqua.  La bimba incuriosita dagli odori che inondavano la casa, iniziò a fare mille domande su cosa stessero preparando e fu così che la bimba scoprì una delle più belle tradizioni dell’isola d’ Ischia, le uova rosse di Pasqua!!!
Come , come? . . . Fermi tutti!!!  Non ne avete mai sentito parlare?
Male molto male. . . E’ una tradizione meravigliosa, ha origini antichissime, ma non perdiamo altro tempo !!!
Vi racconto subito di cosa si tratta. . .
La tradizione delle uova rosse ha origini antichissime, pare che risalga alle origini greche di Ischia.
L’unica conferma la troviamo nel fatto che ancora oggi questa tradizione è diffusa a Patmos, isola greca del Dodecaneso, dove in occasione della Pasqua c’è l’usanza di tingere le uova di rosso e scambiarsele come dono.
L’uovo è sempre stato un simbolo che rappresentava la rinascita della vita, e con il cristianesimo questa simbologia si è spostata ai riti legati alla Pasqua. Come vi ho detto le uova sono rosse, questo perché il rosso simboleggia la passione di Cristo, il suo sangue.
Ogni anno, infatti, nel periodo  di Pasqua, sull’isola di Ischia i fruttivendoli espongono sui loro banconi mazzetti di radici per tingere le uova.

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Volete provarci anche voi?
Ecco tutto ciò che vi occorre:
-le radici di Robbia ( “Rubia Tinctorum”)  in dialetto chiamata “‘a rove” .
-le uova, io quest’anno le ho comprate bianche, ma potete usare anche quelle che si trovano solitamente al supermercato,
-foglioline di sedano, trifoglio o qualsiasi altra forma che vi piaccia,
-calze di nylon.
Per prima cosa, con un martello bisogna pestare le radici della robbia per far uscire il colore.
Poi preparate le uova posizionandoci sopra le foglioline, che avete scelto,  e bloccandole con la calza di nylon.
Successivamente, posizionate un primo strato di radici  nella pentola, seguito dalle uova e un altro strato di radici.
A questo punto, coprite con acqua fredda e  lasciatele in ammollo per una notte.
Il mattino dopo portate a ebollizione e spegnete, lasciando le uova nell’acqua ancora per un po’.

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Et voilà il gioco è fatto, e le uova potete anche mangiarle!!!

P.S.: Quest’anno ho rischiato di non rispettare la tradizione, se non fosse per il fatto che Leonilda un’amica Ischitana ha fatto l’inverosimile per  farmi recapitare questi mazzettini di radici con tanto di biglietto e pulcini nella busta.
E quindi questo post non posso che dedicarlo  a lei!!! Grazie infinite. . .

 

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