Crema Corpo Protettiva Soniando

La mia estate Soniando!

La mia estate Soniando!

Ogni anno trascorro gran parte della mia estate in spiaggia, ed avendo un incarnato estremamente chiaro, ho bisogno di proteggere costantemente la mia pelle.
Quest’anno ho scoperto “Soniando”.
Durante l’inverno ho fatto largo uso del balsamo labbra per combattere il freddo,  ed ho avuto labbra sempre morbide e super idratate, ed ho deciso di affidarmi a Soniando anche per l’estate.

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Un regalo Prezioso

Ci sono luoghi con cui crei legami talmente forti che quando vai via vorresti portarne un pezzo con te.
Il mio luogo è Ischia, ed ogni volta che devo andar via da li porto qualcosa con me. Una volta ho portato via una conchiglia, un’altra una crema, un’altra ancora l’acqua delle sorgenti termali raccolta in una tanica, altre volte saponette o prodotti tipici. Insomma mi sono sempre adoperata pur di avere in qualche modo un po’ dell’isola con me. Ma nessuna di queste cose dura abbastanza da far fronte al lungo inverno, prima di ritornarci. Finalmente però ho trovato una cosa che ho sentito mia all’istante.
E vi racconto subito cos’è!!!
Ad ottobre ho avuto il piacere di partecipare all’Instameet del Borgo di Ischia Ponte, durante il quale ci è stata data l’occasione di scoprire posti insoliti e curiosità del borgo.
Dovete sapere il borgo sorge su quella che è l’antica città romana chiamata Aenaria – dal latino “aenum” che significa “metallo” – la cittadella romana esistita dal IV secolo a.C. fino al 130-150 d.C. e distrutta improvvisamente da una eruzione vulcanica o da un terremoto. Si trovava nello specchio d’acqua chiuso tra il Castello Aragonese e gli scogli di S. Anna. Era un centro industriale dove si lavorava il metallo (piombo, ferro, rame) e l’argilla. Oggi questa cittadella è sommersa dal mare ad una profondità di circa 9 metri.
Ma di questo vi parlerò prossimamente, perché ora vorrei che tutta la vostra attenzione si focalizzasse su questa magnifica medaglietta che ho messo come pendente al mio orecchino.

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La medaglietta non è altro che la riproduzione di disco di lucerna, rinvenuta nel corso degli scavi subacquei di Aenaria, decorata con grifone stante volto a sinistra; il bollo CMAREVP, apposto sul fondo, consente di attribuirla al lucernarius Caius Marius Evpor che operò in officine africane tra il 120 e il 180 d.c.
Questa medaglietta è stato un graditissimo dono che la comunità di Ischia Ponte ha fatto ai partecipanti di questo Instameet. Per me in particolare è stata molto più di un dono, questa medaglietta è stata come una di quelle canzoni di Pino Daniele che inserisci nella playlist quando ti prepari per un viaggio lontano e che ti fa sentire a casa. Insomma come si dice a Napoli è  ‘nu piezze core. . .

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Bottega Artigiana Lanfreschi

Questa medaglietta è solo una piccola parte della collezione Aenaria, ed ogni singolo gioiello di questa collezione potrebbe essere il souvenir perfetto ed originale da regalare al ritorno dal viaggio sull’isola. L’intera collezione è realizzata, con metalli preziosi, nella bottega artigiana Lanfreschi, all’interno del palazzo settecentesco sito ad Ischia Ponte.

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TRA SOGNO, MITO E REALTA’ DI QUEL POSTO CHIAMATO FARO. . .

C’era una volta un luogo lontano, difficile da raggiungere ma dove tutto era magia. Ci si perdeva guardando l’orizzonte lontano o l’immenso del mare, o meglio ancora le infinite sfumature di colori che regala il sole al tramonto. In quel luogo c’era un silenzio che quasi diventava rumore, un silenzio lambito solo dalle onde del mare in tempesta o dal garrito dei gabbiani. In quel luogo anche la notte era magica, sì perché le stelle cadenti sembravano passarti accanto prima che la scia del desiderio si perdesse tra le onde del mare.
Un luogo abbandonato da tempo.
In quel luogo io ci sono stata e mi sono perdutamente innamorata.
Innamorata di quel posto tanto misterioso quanto sicuro, sicuro perché punto di rifermento ed anche a miglia di distanza ti aiuta a ritrovare la rotta.
Quel luogo che dall’alto della sua montagna, sospeso tra terra e cielo, impera ed illumina il Mar Tirreno.
Quel luogo conosciuto come il faro di Punta Imperatore.

Il faro dall'alto
Il faro dall’alto

“…e ben presto si scoprì che ogni faro aveva una sua storia, anzi, che ogni faro era una storia e che i fasci di luce che proiettava erano le storie stesse che si propagavano sulle onde, come segnali e come guide, per offrire conforto e mettere in guardia dal pericolo….” (Janette Winterson, Il custode del faro)
Si narra che in passato il faro fosse abitato da un guardiano conosciuto come “Francesco a’ lanterna”. E che vivesse lì in totale isolamento. Alla fine degli anni 30, proprio mentre effettuava una riparazione al faro, morì fulminato. In quel periodo l’isola era primitiva, priva di tecnologia e la notizia della morte del guardiano del faro giunse alla moglie la mattina dopo. Lucia Capuano, donna di trent’anni con sette figli. Corse al faro a piangere il corpo del marito. Ormai sola, povera e vedova negli anni della guerra, non si perse d’animo e chiese alle autorità di prendere l’incarico del marito. All’epoca anche la condizione della donna era molto diversa da quella di oggi, ma nonostante ciò Lucia Capuano, divenne guardiana del faro.
Questa storia che ha del bello ma con un velo di tristezza è diventata uno spettacolo teatrale ideato ed interpretato dall’attrice, Luciana de Falco, nipote di Lucia Capuano.

Panorama dal Faro
Panorama dal Faro

Nel mio piccolo, grazie all’evento Open Light House, ho avuto la possibilità di andare oltre il cancello (che segna il confine di limite invalicabile) e vivere per un giorno la mia piccola favola. Favola che non è circoscritta solo alla visita del faro, ma a tutto il percorso. Sì perché tutto il tragitto regala scorci mozzafiato. All’inizio il sentiero si presenta come zona residenziale che lascia poco spazio al panorama, ma pian piano che si sale c’è solo l’imbarazzo della scelta su dove far cadere l’occhio.
La montagna che accoglie il faro è sovrastata da scurissimi cespugli aggrappati allo strapiombo, e lungo la strada è possibile trovare cobezzoli che fanno da cornice allo strepitoso panorama del comune di forio.

Forio
Forio

Continuando a camminare, si scorgono oltre alla rigogliosa macchia mediterranea che accompagna chi ha voglia di arrivare fino alla fine tra case a picco sul mare, orti e vigneti cinti dalle caratteristiche “parracine“, i muri a secco con cui i contadini delimitavano i confini di ciascuna proprietà.

Sentiero che porta al faro
Sentiero che porta al faro

Arrivati sul faro lo spettacolo è maestoso, con una visione d’insieme di Forio e lo sfondo delle isole Pontine. A pochi metri dalla costa si scorge, pure lei maestosa e austera, la Pietra della Nave, lo scoglio che secondo la mitologia greca era la galea che Alcinoo, re dei Feaci, mise a disposizione di Ulisse ne l suo viaggio di ritorno verso Itaca.

La Pietra Nave
La Pietra Nave

E poi ci sono io che ancora oggi a distanza di un anno ho quel ricodo che continua a viaggiare nella testa e mi perdo tra sogno, mito e realtà di quel posto magico.

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